lunedì 15 luglio 2013

Napoli riabbraccia con entusiasmo Irene Grandi all'Arenile Reload di Bagnoli

Grande musica dal vivo anche quest'estate all'Arenile Reload di Bagnoli (Napoli). Sabato 13 luglio è stata la volta di Irene Grandi, alla seconda tappa del tour "Come non mi hai visto mai” dopo Recanati. La cantautrice fiorentina rilegge in quest'occasione il suo repertorio in chiave rock-blues, dando un’impostazione indie agli arrangiamenti. E' accompagnata da una band di musicisti tutti suoi concittadini, con la quale si palesa un gran feeling e un indiscutibile affiatamento: alla chitarra e tastiere c'è il direttore musicale del progetto, Saverio Lanza, coautore di “Come non mi hai visto mai", al basso e contrabbasso Pietro Spitilli, alla batteria Fabrizio Morganti e alle tastiere Tiziano Borghi. In attesa del nuovo disco questo progetto esalta la trasversalità di Irene che, pur rimanendo legata alla sua storia musicale, mantiene sempre vivo e sviluppa l’interesse per il nuovo, le contaminazioni e le collaborazioni. 

Il concerto regala una piacevole e coinvolgente luce nuova alle sue hit, a partire dal brano che dà il titolo al tour, contenuto nel disco realizzato col pianista Stefano Bollani. Spiccano su tutte le esecuzioni di "Lasciala andare", "La cometa di Halley", "La tua ragazza sempre", "Prima di partire per un lungo viaggio" (firmata da Vasco Rossi, Gaetano Curreri e Roberto Drovandi), "Bruci la città", "Nuvola bianca" unita ad un canto spirituale in sanscrito e "Sono come tu mi vuoi".  Ovazione dei tanti accorsi all'evento per i bis solo voce e chitarra di brani come "Se mi vuoi" (celebre duetto con Pino Daniele), cantata per intero eccezionalmente per questa tappa napoletana. Rientra la sua notevole band e si chiude in trionfo con "T.v.b" e "Bum bum".
L'estate musicale dell'Arenile Reload non si ferma qui: già il prossimo giovedì, 18 luglio, si riparte con il concerto di Niccolò Fabi. Per info consultare il sito www.arenilereload.com.
Cristiano Esposito
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lunedì 24 giugno 2013

Grande musica alla Mostra d'Oltremare di Napoli con gli Almamegretta, Enzo Gragnaniello e James Senese


Concerto speciale per la chiusura della "Fiera della casa" presso la Mostra d'Oltremare di Napoli. Gli Almamegretta si sono infatti esibiti davanti ad un folto pubblico accompagnati da illustri colleghi quali Enzo Gragnaniello, James Senese, Fausto Mesolella, Gigi De Rienzo e Marcello Coleman. Apertura affidata al rapper Lucariello, poi il gruppo alternative rock napoletano suona soprattutto i brani del nuovo album "Controra" (inclusi i sanremesi "Mamma non lo sa" e "Onda che vai", e il nuovo singolo "La Cina è vicina", inno all'integrazione razziale e all'autorealizzazione), intriso di reggae e new neapolitan power. Momenti topici della serata l'esecuzione di "’Na bella vita", cantata con Enzo Gragnaniello che poi regalerà al pubblico anche la sua "Uocchie ca me guardate" in pieno stile Almamegretta, e i pezzi con gli altri ospiti. Delirio finale della folla per vecchi successi come "Black Athena", "Nun te scurda'" e "Sanacore". Prossimi appuntamenti live per gli Almamegretta il 29 giugno a Pomigliano d'Arco (Napoli) per la festa del PD e il giorno successivo a Padova per il Festivalshow.
Cristiano Esposito



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venerdì 21 giugno 2013

Il teatro...secondo Luigi De Filippo, figlio di Peppino

Il teatro è il ponte che unisce l'uomo alla fantasia. L'ultimo ostacolo fra l'uomo e la barbarie.
Il teatro non è e non deve essere considerato un museo. E' invece qualcosa di vivo e stimolante che si rinnova ogni giorno come il cuore dell'artista

(Luigi De Filippo)
  
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venerdì 14 giugno 2013

Perché in teatro il colore viola è di cattivo augurio

Nel medioevo, durante la Quaresima, per 40 giorni, veniva rigorosamente vietato ogni tipo di
rappresentazione teatrale e di spettacolo pubblico. Di conseguenza gli attori e gli artisti che vivevano di questo pativano la fame. Il viola è il colore dei paramenti liturgici usati in periodo quaresimale, quindi per questa associazione il colore viola è odiato da tutti gli artisti, in generale, ma è vietato soprattutto in teatro dove, con il passare del tempo è diventato vera e propria superstizione.
  
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lunedì 20 maggio 2013

La storia di Carlo Croccolo in "150 e l'Italia canta" al Sannazaro di Napoli



E' un garbato amarcord firmato Carlo Croccolo questo "150 e l'Italia canta", che si appresta a chiudere il cartellone del teatro Sannazaro di Napoli. Deliziosi racconti di vita e carriera professionale di un grande attore e doppiatore che ha lavorato al fianco di grandi artisti e personaggi. La storia dei suoi 86 anni durante la rappresentazione corre in parallelo con quella dell'Italia, impersonata dalla brava Vera Cavuto, dal 1927 ad oggi. Tra nostalgia, reciproche accuse, giustificazioni e ancora critiche. Ecco quindi scorrere, tra storia e graziosi aneddoti, gli anni del fascismo, la seconda guerra mondiale, il boom economico, la dolce vita, gli anni di piombo, l'omicidio Moro e le stragi del 1992.
 
Inevitabile per Croccolo soffermarsi sul rapporto con Totò e reinterpretare alcuni duetti cinematografici ormai celebri, questa volta con lui nei panni del principe e Igor De Vita (comicità brillante che ricorda a tratti Massimiliano Gallo) nei suoi; piacevoli sorprese i racconti dei contatti avuti con Federico Fellini (con il ruolo di Leopoldo Trieste in "Lo sceicco bianco" inizialmente scritto per lui) e Marilyn Monroe. Uno spettacolo che tira le somme di tanti anni sulla scena e delle varie fasi della controversa storia d'Italia. Ricordando, come canta Massimo Masiello sul finale, che in fondo "la storia siamo noi" e il nostro paese è solo il nostro contenitore. Regia di Daniela Silvia Cenciotti, compagna di vita di Carlo Croccolo da oltre vent'anni; direzione musicale, con brani eseguiti dal vivo che ripercorrono via via le varie epoche italiane, a cura di Marco Corcione.


Cristiano Esposito



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venerdì 17 maggio 2013

Fausto Mesolella incanta il Trianon di Napoli col suo "Suonerò fino a farti fiorire"


Un concerto speciale al Trianon di Napoli, sempre più il teatro della musica del capoluogo campano. Fausto Mesolella, chitarrista della Piccola Orchestra Avion Travel nonché arrangiatore e compositore, battezza qui il suo nuovo spettacolo intitolato "Suonerò fino a farti fiorire". Stesso nome porta il suo primo progetto solista, realizzato all'età di 59 anni e che consiste in un cd con dvd allegato. “Ad un certo punto della mia carriera ho capito di aver un mio suono” – spiega il musicista – “dopo aver composto pezzi per colonne sonore, dopo aver prestato la mia chitarra al servizio di mezzo mondo, dopo aver curato produzioni, arrangiamenti e testi per tantissimi artisti, mi sono voluto fare un regalo con quest’album anomalo, perché di sola chitarra”. Dalla musica classica ai temi per colonne sonore di film, dai pezzi propri all’amata musica napoletana: undici tracce, sintesi di un percorso che, attraverso il solo suono della sua chitarra, racconta la storia del compositore Mesolella. Una chitarra virtuosa (o forse dovremmo dire quattro chitarre virtuose, alternate nell'arco dello spettacolo)  che regge egregiamente le due ore di concerto, in un viaggio musicalmente suggestivo tra Astor Piazzolla, Michael Jackson, Lucio Dalla, Gabriel Fauré e Almamegretta. E poi le canzoni scritte per Maria Nazionale e Gianmaria Testa, un classico come 'O sole mio, la colonna sonora con cui rimusicò "Il ladro di Baghdad" di Raoul Walsh ed un omaggio a Mario Monicelli. 

Fausto Mesolella crea un'atmosfera intimistica soltanto con le sue chitarre a fare da scenografia, Ferdinando Ghidelli alla pedal steel guitar e il suo pubblico. Passaggi repentini da un arpeggio ad una melodia, distorsori, pause improvvise, note essenziali ma di grande impatto emotivo che esplorano le potenzialità nascoste della chitarra. Riletture illuminanti e brani propri, di una delicatezza e raffinatezza rare, per uno spettacolo che prende il titolo da una frase tratta da un giornale degli anni Sessanta. "Lessi un articolo su una ricerca fatta in un manicomio a Roma. Alcuni medici avevano assegnato un tema ai pazienti. Uno di questi riempì totalmente il foglio con le parole <<Canterò fino a farti fiorire>>, che mi hanno colpito per la loro infinita poeticità. Per quanto ci sforziamo di capirle, non riusciremo mai a farlo in pieno". Fausto Mesolella ci dimostra quanto la musica, come la poesia, vada assaporata senza troppe interpretazioni. Fino al fiorire di un'emozione.


Cristiano Esposito
 
                         
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sabato 20 aprile 2013

Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi sono "Due di noi" al Diana di Napoli

Uno spettacolo garbato, misurato e divertente quello che Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi portano in scena al teatro Diana di Napoli in questi giorni. "Due di noi" è composto da tre atti unici tratti da storie matrimoniali che mettono a nudo i paradossi della vita di coppia, scritte da Michael Frayn. Il drammaturgo inglese debuttò in teatro a Londra nel 1970 proprio con questa commedia (con un atto unico in più), dodici anni prima del grande successo di "Noises off" ("Rumori fuori scena"). I due attori baresi formano una bella coppia sulla scena e accompagnano gli spettatori nelle pieghe del mondo coniugale con umorismo e sarcasmo, evidenziandone le piccole e grandi crisi, le mancanze, le tensioni, le incomprensioni, l'incomunicabilità e il logorio del rapporto. Nella prima storia affrontano un esaurimento nervoso a causa di un pargoletto insonne e urlante dopo essere tornati in vacanza a Venezia nella stessa camera d'albergo dove avevano trascorso la luna di miele. Inevitabile il confronto tra il prima e il dopo la nascita del bambino, da cui viene fuori una certa comicità amara. Chi erano prima del "lieto evento"? Cosa facevano e come litigavano? La seconda vicenda azzera la comunicazione di coppia al punto che la moglie vi sopperisce dialogando in modo surreale con il piede in perenne movimento del marito, unica parte del corpo che ancora risulta in qualche modo espressiva. Umorismo inglese per un quasi monologo della Savino. L'ultima parte dello spettacolo è un virtuosismo drammaturgico e attorale che dà libero sfogo alla versatilità del duo Savino-Solfrizzi, che qui ricoprono più ruoli a testa nella stessa storia, cinque in tutto. Marito e moglie si ritrovano a dover gestire una cena alla quale hanno invitato, per errore, una coppia di amici da poco lasciatisi e il nuovo compagno di lei. La farsa si rivela efficace grazie al sapiente meccanismo di entrate, uscite e travestimenti e alza notevolmente il ritmo della rappresentazione. 

La regia è di Leo Muscato, per un testo che richiede grande bravura dei due soli attori in scena e dona loro la possibilità di valorizzare le proprie capacità anche estemporanee. Prova superata per Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi, che dimostrano affiatamento, eclettismo e capacità di vestire e svestire rapidamente i panni di personaggi anche molto diversi tra loro. Uno spettacolo che illustra efficacemente come la leggerezza non sia obbligatoriamente sinonimo di superficialità e semplificazione.

Cristiano Esposito
 
                        
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