Ogni spettacolo teatrale di Gino Rivieccio è garanzia di
qualità, risate intelligenti, satira sociale e grande rispetto per il pubblico.
Non fa eccezione “Faccio progetti per il passato”, scritto con il fedelissimo Gustavo
Verde e con Gianni Puca, in scena in questi giorni al teatro Diana di Napoli
dopo il buon successo di pubblico riscosso al Delle Palme. Uno sguardo
malinconico a quel passato che per molti versi, nel campo dello spettacolo come
in quello della vita quotidiana, era più semplice, genuino e intriso di valori
importanti.
Siamo nel bar di un albergo, dove l’attore Gino Ghiaccio (nome
che è un omaggio a Lucio Dalla, che sbagliando chiamava così Rivieccio nel
lontano 1973) deve incontrare il signor Bonera, importante uomo d’affari che ha
alterato i suoi equilibri familiari. Nell’attesa Ghiaccio si intrattiene con i
dipendenti del locale e alcuni ospiti dell’hotel. In un’atmosfera blues
scandita dalle note musicali di un abile pianista e di una splendida
violinista, Gino ha modo di confrontarsi con esilarante e garbata ironia, con i
bizzarri personaggi che popolano la scena ed il pubblico, occasionale avventore
del bar. In questo microcosmo notturno, sorprenderà gli astanti con
divertenti riflessioni che spaziano dalla vita frenetica e tecnologica che
viviamo, al nostalgico ricordo di un passato più ingenuo ma anche più
romantico. Tra sketches e personaggi vecchi e nuovi (non può mancare il
tassista) il pubblico si diverte e riflette, rispecchiandosi automaticamente
nel protagonista della vicenda. “Se avessi una bacchetta magica, ve lo giuro,
farei progetti per il passato, per ritornare a quando tenevamo poco e ci
bastava. Ora abbiamo tutto e pare che nun tenimme niente. Eravamo felici con
poco, con quei sogni e quei desideri semplici nel cassetto. Mo’ i sogni
non vanno più dentro ai cassetti: finiscono direttamente sul soppalco!”.
Questo il pensiero di Gino Ghiaccio, che a giudicare dagli applausi rispecchia
quello di molti presenti in sala. I disagi e le inquietudini di questo presente
precario rendono nebuloso il futuro e ci fanno sorgere il dubbio che forse per
venirne a capo occorra ispirarsi un po’ più al passato. Con leggerezza e acuta
ironia Rivieccio ci invita insomma a restituire un ruolo importante ai rapporti
umani e a correre meno di quanto quest’epoca ci spinge a fare. Messaggio
importante che aiuta la gente a raggiungere una consapevolezza divertendosi, a
capire ridendo.
La bravura del mattatore Rivieccio si esplica in tutte le
sue possibili facce, dalla verve comica alle imitazioni, dal canto al ballo. E
viene corroborata da una nostalgia per il passato che non risulta mai retorica
o patetica. Sul palco con lui Mario Messina (al pianoforte), Nancy Squitieri
(al violino), Ada De Rosa, Diego Sommaripa e Rosario Minervini. Le musiche sono
di Walter Esposito, le scene del neopapà Roberto Crea (auguri!), i costumi di
Sandra Banco e il disegno luci di Mario Esposito. Da non perdere.
Cristiano Esposito
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