lunedì 17 marzo 2014

Arturo Brachetti tra comicità, surrealismo e poesia

Il trasformista torinese Arturo Brachetti ha scelto Napoli come prima grande città in cui esibirsi col suo nuovo spettacolo "Brachetti che sorpresa!". E non perde occasione per raccontare e dimostrare la sua passione per la magia della città partenopea. La notevole scenografia dominata dal video mapping ci trasporta in un magazzino universale di valigie dimenticate, tra le quali Brachetti conta di ritrovare la sua. Quando ci riuscirà, a fine spettacolo, resterà sorpreso nel vederla vuota in quanto  piena di cose inutili come i ricordi. Capirà allora che lo spazio più importante nella nostra vita è quello da destinare ai sogni.

Come di consueto punto forte della rappresentazione sono i quick change che si materializzano nelle trasformazioni in un viaggio ideale per il mondo con i relativi costumi locali e nello sketch ambientato nel far west che omaggia il mondo dei fumetti, in cui spunta anche un indiano con la maglia del Napoli. Inoltre Brachetti vola per lo spazio scenico in una rilettura di "The elephant man" di David Lynch, si prodiga nella semplicità sempre sorprendente delle ombre cinesi e in un sand painting che è un tributo prima al cinema di Tim Burton e poi, nel finale, alla città di Napoli. Ma il trasformista non è solo, lo accompagnano i numeri di altri artisti incastrati dalla regia di David Livermore. Ci sono "I Lucchettino" (Zelig Circus), alias Luca Regina e Tino Fimiani, definiti da "Le Figaro" i Laurel e Hardy italiani, che miscelano magia e comicità con grande padronanza scenica.  Fa altrettanto, coinvolgendo in notevole misura il pubblico, l'affamato Francesco Scimemi. E' possibile poi ammirare il giovanissimo Luca Bono, poco più che ventenne, mago illusionista arrivato in finale alla trasmissione televisiva "The illusionist" (di grande effetto il numero delle colombe).

Uno spettacolo che vuole essere, allo stesso tempo, un varietà comico, surrealista e poetico. Ma, anche considerando la tipologia di pubblico che è accorsa ad ammirare il trasformista più bravo, dobbiamo rilevare che in fin dei conti in "Brachetti che sorpresa!" c'è troppo cabaret, poco Brachetti e un po' di poesia spicciola sparsa qua e là. Sembrano lontanissimi i tempi degli spettacoli "one man show" con quasi due ore di trasformismi e magia continue, vedi "L'uomo dai mille volti". Quest'operazione non riesce appieno, al contrario per esempio del precedente "Brachetti and his friends", anche perché qui mancano artisti fuoriclasse come apparirono in quell'occasione il giocoliere Mister David e gli acrobati Andrzej & Tomasz, ex Cirque du soleil.

Cristiano Esposito

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