mercoledì 6 febbraio 2013

Quando il teatro si tinge di verde: “Shrek – The musical” sbarca al Bellini di Napoli


A dodici anni dall’uscita del primo film d’animazione firmato Dreamworks, basato su una fiaba omonima di William Steig del 1990, il marchio “Shrek” continua la sua parabola di successi in teatro. E’ il teatro Bellini che riesce a portare a Napoli il musical che gira l’Italia ormai dall’ottobre del 2012 e che ha raccolto consensi di pubblico e critica. “Shrek – The musical” racconta fedelmente la trama che ha caratterizzato il primo lungometraggio, quello dell’Oscar come miglior film d’animazione, in cui l’orco verde amato da grandi e piccini riceve da Lord Farquaad l’incarico di salvare la principessa Fiona, tenuta prigioniera da un drago in una torre. Non può di certo mancare Ciuchino, l’asino parlante amico di Shrek, da sempre tra i personaggi più amati della saga. E poi i personaggi delle fiabe sfrattati da Lord Farquaad come Pinocchio, Peter Pan, il lupo di Cappuccetto Rosso, i tre porcellini, il brutto anatroccolo e così via. 

Il musical è un progetto internazionale, che ha già trionfato a New York, Londra, Madrid e Parigi (solo in Francia si contano 22 milioni di fans); alla regia di Ned Grujic si affianca quella di Claudio Insegno, mentre le musiche originali sono di  Jeanine Tesori. Il cast si avvale di valenti ballerini e cantanti, tra i quali spiccano senz’altro Piero Di Blasio nel ruolo di Lord Farquaad, una brillante Alice Mistroni che interpreta Fiona e l’eclettico Emiliano Geppetti, nei panni di Ciuchino. Apprezzabili i costumi di Luisa Spinatelli, deludono forse un po’ le aspettative da grande produzione le scene, limitate a enormi fondali e pochi praticabili. Lo spettacolo diverte un pubblico eterogeneo così come è accaduto sul grande schermo, perdendo forse un po’ di quell’irriverenza che imperversava nei lungometraggi d’animazione. Ma la storia è ancora fresca e vitale, di quelle che pur se note a tutti c’è sempre voglia di riviverle come fosse la prima volta. Shrek ha cambiato forse per sempre la fruizione del cartone animato e della fiaba, ampliando di molto il target e riuscendo a portare al cinema e a teatro adulti e bambini. Divertendo tutti, compresi i fedelissimi dei classici Disney che spesso storcono il naso davanti ai cartoni animati moderni. Prova superata anche sul palcoscenico, per uno spettacolo leggero e divertente ma che si propone comunque di veicolare i suoi messaggi edificanti. 

Cristiano Esposito 

Articolo pubblicato su Teatro.org al seguente link:
                                                
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