giovedì 5 novembre 2015

“La musica provata”: i ricordi di Erri De Luca accompagnati dalle note al Bellini di Napoli

E’ un Erri De Luca in grande forma quello reduce dall’assoluzione nel processo per la presunta istigazione al sabotaggio della TAV. Calca il palco del teatro Bellini di Napoli con la sua solita sicurezza, la sua imperturbabilità, la sua sottile ironia che fa capolino qua e là tra i suoi racconti srotolati con buone doti affabulatorie. In “La musica provata” mette in corto circuito la musica e la sua vita, attraverso le canzoni scritte da lui, arrangiate da  Stefano Di Battista e cantate da Nicky Nicolai. Canzoni che servono a Erri De Luca per affilare i ricordi, che nascono da versi che contengono già in sé stessi una musicalità che, dice, suggerisce con grande facilità la melodia da applicarvi. Un esempio lampante viene da “Abbracciati”, componimento del poeta bosniaco Izet Sarajlić.

La musica aiuta a piantare determinate parole nella mente delle persone, come avviene per certe futili canzonette, e aiuta anche a renderle “lecite” senza far indignare nessuno. Come afferma De Luca, magari canticchiate su una musichetta le sue parole sulla TAV non avrebbero sollevato alcun polverone. E le note accompagnano tutti gli argomenti di questa intima conversazione musicale dello scrittore col pubblico. De Luca riprende alcune riflessioni dal suo libro “In nome della madre”, con l’analisi delle figure di Maria, Giuseppe e Gesù.  Parla poi del suo rapporto col canto, propone una sua rivisitazione (nel ritornello) della classicissima “I' te vurria vasà”, ricorda la Napoli della sua infanzia che ha formato i suoi primi sentimenti, San Gennaro, il rapporto col Vesuvio, la canzone napoletana “ammaccata” dalle
donne. Recita Salvatore Di Giacomo, racconta il suo essere cittadino del Mediterraneo attraverso le tragedie di Lampedusa e infine imbraccia la sua chitarra napoletana, datata 1964. Con sua figlia Aurora canta la sua “Ballata per una prigioniera”, prima di congedarsi dal pubblico con “Arrivederci fratello mare”, in cui i versi del poeta turco Nazim Hikmet vengono musicati dolcemente e ribaditi da alcune piacevoli incursioni in voce del cantautore Claudio Baglioni. La band è formata da Roberto Pistolesi alla batteria, Daniele Sorrentino al basso e Andrea Rea al pianoforte.

Come sempre avviene con uno spettacolo di Erri De Luca a teatro, la sensazione che resta è quella di aver assistito ad un evento speciale, in un’atmosfera non comune, e di tornarsene a casa ammirati e arricchiti almeno un po’ nella mente e nello spirito.

Cristiano Esposito

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